Museo del Balì
Il Museo del Balì, inaugurato il 16 maggio 2004, è sito all’interno di una antica e maestosa villa nel comune di Colli al Metauro, a circa 15 km da Fano. Immerso nel verde l’edificio s’innalza su una collina che abbraccia un ampio panorama, dalla sottostante vallata del Metauro al mare Adriatico in lontananza. Restaurata in occasione dell’apertura del museo, la Villa del Balì conserva ancora intatto il fascino di un’antica dimora nobiliare del Settecento. Le sue quattro torri erano già nel XVI secolo un perfetto punto di osservazione da cui i proprietari, i nobili Negusanti, amavano scoprire i segreti del cielo. Da allora la storia del Balì è legata alla passione per la scienza e l’astronomia tanto da ospitare oggi un moderno “science center”.
L’unica tra le ville metaurensi che si è guadagnata l’indicazione turistica, già nel 1165 esisteva la chiesetta di S. Martino, appartenente al vescovo di Fano, nel 1399, Giovanni Filippo Negusanti, vescovo, fa restaurare la vecchia cappella. Nel 1564 si arriva alla costruzione del casino ad opera di Vincenzo Negusanti, dà l’avvio ad un nuovo restauro della cappella danneggiata da una frana e a fianco delle case, fece edificare una bella villa per il suo ritiro, composta da quattro torri agli angoli dell’edificio, con funzione di osservatorio, essendo un perito astronomo. Nel 1625 Giovanni Andrea Negusanti, restaura la villa con delle modifiche dandole una forma rettangolare, salvando le torri, demolite successivamente. Nel 1712 la famiglia Negusanti si estingue, e la villa viene acquistata dai Marcolini, che la destinano per villeggiature. Nel 1817 la famiglia lascia la villa e il casino passa in mano al Convitto Nazionale di Fano, privandone di ogni abbellimento signorile per far spazio a dormitori. Il 19 ottobre del 1899, nel parco viene celebrata la Festa degli Alberi, prima in Italia, su iniziativa del prof. Guido Baccelli, oggi una lapide ricorda quell’avvenimento. Fino al primo dopoguerra, la villa è occupata dal collegio Nolfi per poi diventare quasi cadente. Ad oggi è la sede del Museo del Balì. La CRIPTA situata sotto il prato antistante la Villa del Balì è composta da 4 CROCI DI LORENA, disposte a formare 4 angoli retti. E’ molto regolare, uno dei bracci si allunga fino a scendere in una stanza quadrata posta a 7 m di profondità: la CRIPTA. Nella volta a botte che costituisce il soffitto è dipinta una enorme CROCE BIANCA E ROSSA. I mattoni del pavimento sono disposti anch’essi a formare una croce, al centro della quale si trova un POZZO cieco. Un’abside e due tabernacoli si trovano di fronte all’ingresso. Tutta la struttura veniva usata per iniziazioni a ORDINI CAVALLERESCHI, molti dei quali affondano le proprie radici in tradizioni criptiche. L’Ordine Cavalleresco presente nella Villa del Balì è quello di SANTO STEFANO PAPA E MARTIRE. Il POZZO al centro del pavimento è un chiaro SIMBOLO RITUALE. Può rappresentare la comunicazione col mondo degli Inferi, o essere utilizzato in cerimonie di purificazione precedenti l’iniziazione del cavaliere (VEGLIA DELLA SPADA). S. Giovanni nell’Apocalisse (9,1) parla del POZZO dell’ABISSO da cui salgono FUOCO e ZOLFO, in cui per mille anni il DIAVOLO, sconfitto, viene tenuto prigioniero. FONTANA di VITA e PERCORSO PURIFICATORIO, il POZZO è posto al centro di una CROCE sul pavimento, richiamando la MATERIA PRIMA ALCHEMICA che muore nel CROGIUOLO per resuscitare purificata, spiritualizzata e trasformata.
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Localita, Via San Martino, 61036 Colli al Metauro PU
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