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Viaggio nei borghi di Colli al Metauro

Con questo itinerario cittadino potrete scoprire tutti i luoghi che caratterizzano Colli al Metauro

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Borgo di Montemaggiore al Metauro

Borgo di Montemaggiore al Metauro

Montemaggiore al Metauro è una frazione di Colli al Metauro, un comune con più di 12.000 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino, istituito il 1° gennaio 2017 a seguito della fusione dei comuni di Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina. Il castello di Montemaggiore domina la valle del Metauro da un prominente colle boscoso, con i suoi due pittoreschi campanili a cuspide. Antico abitato di origine altomedievale, già possedimento dell'abbazia benedettina fanese di San Paterniano, Montemaggiore costituì uno dei baluardi difensivi del territorio costiero malatestiano contro l'entroterra feltresco, fino a quando nel 1462 Federico da Montefeltro non lo strappò a Sigismondo Malatesta. Seguì poi tra alterne vicende la storia del ducato di Urbino fino alla devoluzione dello stesso nel 1631. Nel 1944 i generali alleati Alexander e Leese insieme al primo ministro inglese Winston Churchill salirono a Montemaggiore per seguire dall’alto delle sue mura la linea gotica (linea difensiva costruita dai tedeschi per rallentare l’avanzata degli alleati anglo-americani). In riferimento a questo storico evento è stato allestito nell’ex chiesa di S. Maria del Soccorso il “Museo Storico del Fiume”, che raccoglie numerosi reperti storici, dotazioni militari e documenti ufficiali.

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Piazza Italia - Palazzo Marfori - Teatro Comunale

Piazza Italia - Palazzo Marfori - Teatro Comunale

Palazzo Settecentesco, oggi sede del Municipio di Montemaggiore al Metauro. Il palazzo di origine settecentesca conserva al suo interno soffittature a volta con rilievi.

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Teatro Comunale - Casa del Dopolavoro

Teatro Comunale - Casa del Dopolavoro

Teatro comunale - Casa del dopolavoro e dei Balinna eretta nel 1929 conserva ad oggi i principali elementi strutturali e architettonici. Costruito nel 1929 come “Casa del Dopolavoro e dei Balilla”, nel corso degli anni venne utilizzato come teatro, sala per le feste da ballo e all'occorrenza anche come cinema. Contribuirono alle spese le 12.000 lire di una sottoscrizione di cittadini, solleciti a mettere mano al portafogli man mano che la febbre della novità cresceva. I lavori durarono per meno di un anno, un ritmo oggi impensabile, che non ne pregiudicò la solidità. Ma aprì varchi al preventivo, che fermo al tetto di 18.500 lire, dovette infine arrendersi all'evidenza del costo reale: 49.000 lire. Le decorazioni interne, gli scenari, i paraggi furono opera di Augusto Guidi, di Fano. Recentemente ristrutturato è utilizzato come teatro e sala conferenze.

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Chiesa Santa Maria del Soccorso

Chiesa Santa Maria del Soccorso

Lo stile archiettonico a cui si ispira la chiesa è chiaramente quello neogotico. Alcuni gradini e una breve rampa laterale conducono al piccolo sagrato antistante l'ingresso della chiesa. La struttura muraria realizzata in elementi in laterizio risulta completamente intonacata si all'interno sia all'esterno. La facciata con tetto a capanna è innanzitutto caratterizzata dalla presenza di un portale con arco ogivale su snelle colonne scanalate e da un rosone polilobato con colonnine che si raccordano al centro; tra questo e il portale sono collocate due formelle raffiguranti a mezzo busto San Giovanni Battista e un Angelo che mostra un libro aperto. La facciata si conclude con una merlatura cieca di srchetti ogivali su colonnine che seguono la pendenza degli spioventi del tetto. I pilastri-contrafforti che a partire dagli spigoli della facciata principale si allineano lungo le fiancate della chiesa fino all'abside, oltre a bulanciare la spinta delle murature costituiscono anche motivo di partirura architettonica; tra i contrafforti si inseriscono alte finestre strombate ad arco acuto con vetrate colorate. Un campanile a vela si erge sul retro a sinistra dovìè l'abside. Il fabbricato che ospita sacrestia e casa parrochiale è unito alla chiesa in posizione arretrata sulla sinistra. Il motivo goticizzante dell'arco ogivale lo ritroviamo coerentemente anche all'interno della chiesa nelle volte a crociera che coprono la navata unica e nei tre arconi che suddividono la navata in tre campate di cui la centrale più ampia. Da segnalare sulla parete sinistra la presenza del dipinto del primo '600 raffigurante la Madonna del Rosario, opera attribuita a Silvio Ariani. La controfacciata è caratterizzata essenzialmente da un abussola vetrata con telaio in legno e da vetro colorato del rosone. Sul lato opposto è il presbiterio, sopraelevato di tre gradini rispetto alla nvata, con apside poligonale coperta da catini a spicchi.

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Museo del Fiume Winston Churchill

Museo del Fiume Winston Churchill

Il museo ospitato presso l’ex chiesa di Santa Maria del Soccorso (XVII sec.) – sita in Via Roma, raccoglie fotografie, testimonianze scritte, diari, documenti ufficiali, fonti storiche risalenti della seconda guerra mondiale. In particolare si possono osservare le foto riferite alla mattina del 25 agosto 1944, quando Winston Churchill, osserva, a Montemaggiore, da un punto di osservazione strategico lo schieramento delle truppe nella Valle del Metauro pronte all’offensiva sulla Linea Gotica.

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Belvedere Churchill

Belvedere Churchill

Punto panoramico della cinta miraria dal quale nell'estate del 1944 il primo ministro Inglese Winsotn Churchill osserva l'avanzata dell’8° armata comandata dal Generale Leese. Il 26 agosto, alle ore 10,45, il premier inglese Churchill ha un drammatico colloquio con il generale Anders presso il quartiere generale polacco situato nella zona di Vallone di Senigallia. Da qui alle ore 11,45 parte col generale Alexander alla volta di Montemaggiore al Metauro, dalle cui mura osserverà l’avanzata dell’8° armata comandata dal Generale Leese. Della sua venuta ne parla lo stesso Churchill nelle sue Memorie… “….Dai parapetti secolari si godeva una vista davvero magnifica: si poteva abbracciare l'intero fronte dell'offensiva dell'Ottava Armata... A questo punto arrivò la notizia che le truppe si erano spinte due o tre chilometri oltre il Metauro. La disfatta di Asdrubale sulle sue rive aveva segnato il destino di Cartagine; così io proposi che andassimo anche noi al di là del fiume....”. Importanti inoltre le testimonianze a riguardo anche dei cittadini del posto: - Parroco di Montemaggiore Don Fortunato Minardi dalle cui diario nella giornata del 25 agosto (la data non coincide con quella degli storici che concordano sul giorno 26 agosto) descrive.. 2ospiti illustri: nella giornata di venerdì 25 agosto giunsero in incognito, con macchine di gran lusso, distinte personalità, tra cui furono identificati Churchill Primo ministro inglese ed Alexander capo di S.M seguite dalla polizia segreta. - Sig.ra Maria Scarpetti “La nostra casa era posta su una collina chiamata Monte Pulito, da cui si poteva osservare tutta la valle del Metauro. Era l’agosto del 1944 e fino a quel momento non era accaduto nulla di grave. I Tedeschi avevano scelto la nostra casa per accamparsi…. Alcuni giorni prima che gli inglesi scatenassero l’offensiva, i Tedeschi se ne andarono … Partiti i Tedeschi, ecco una mattina arrivare la jeep degli Inglesi. Da lontano vidi due generali in compagnia di soldati uno di loro era molto alto, seppi poi, che era il generale Alexander. …. Ad un certo punto arrivò un'altra jeep. I generali si alzarono, scesero le scale, andarono incontro ad un signore un po' grosso, col sigaro e con un grosso cappello in testa… - Partigiano Nello Iacchini in una lettera datata 18 dicembre 1974 indirizzata al presidente nazionale dell’ANPI Arrigo Boldrini racconta l’episodio per il quale aveva meritato il Certificato Del Patriota firmato dal generale Alexander …All’alba del 26 agosto le truppe corazzate e la fanteria alleata cominciarono ad avanzare rapidamente, ma sulla strada principale appena fuori da Saltara continuavano a cadere delle bombe; dapprima pensammo a una controffensiva tedesca, ma ben presto individuammo il punto da cui le bombe partivano. Circondata la zona trovammo, in mezzo a una vigna, un soldato tedesco completamente isolato, munito di mortaio e munizione. Lo catturammo e lo consegnammo ad un ufficiale Inglese….. vedemmo arrivare due jeep, che si fermarono a 50 metri da noi; dalla prima scesero tre ufficiali canadesi, che ci vennero incontro armi alla mano. Uno di loro, gentilmente ed in perfetto italiano, ci disse che il nostro compito era finito e ci disarmò. Quando la seconda jeep ci passò davanti, su di essa riconoscemmo il generale Alexander e Winston Churchill che ci indirizzava cenni di saluto con nostro grande stupore dal momento che eravamo ancora amareggiati per essere stati disarmati.

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Saltara

Saltara

Saltara è il borgo dove la scienza incontra il medioevo. Se Montemaggiore è la storia e Serrungarina è l'agricoltura, Saltara è la conoscenza. Il suo nome stesso ha un'origine antica e dibattuta (forse legata ai boschi sacri o ai custodi dei pascoli), ma oggi è nota in tutta Italia per una villa che ha cambiato destinazione d'uso in modo spettacolare: da residenza nobiliare a uno dei più importanti musei della scienza interattivi del Paese. È la tappa obbligata per chi viaggia con ragazzi o per chi vuole toccare con mano le leggi della fisica dopo aver toccato le pietre della storia.

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Chiesa della Fonte

Chiesa della Fonte

La chiesa, un piccolo edificio a navata unica con due cappelle laterali, sorge appena fuori dal centro murato di Saltara. L'ex "Chiesa della Fonte", fu costruita proprio su una fonte. Ospita opere d'arte di scuola barocchesca e due bellissimi affreschi (1470) di Giovanni A. di Bellinzoni. Ospita una mostra permanente con oggetti legati alla vita quotidiana e alle usanze locali, che tracciano un ponte tra il sacro e il profano, unendo fede e cultura locale. Tra questi, spicca la statua del "Cristo Morto" del 1847, protagonista della Processione del Venerdì Santo, che rivive ogni anno in questo borgo, mantenendo viva una tradizione medievale di profonda devozione.

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Chiesa del Gonfalone

Chiesa del Gonfalone

All'esterno delle mura, si erge la prestigiosa "Chiesa del Gonfalone", che grazie ai rimaneggiamenti del 1764 vanta eleganti decorazioni interni in stile tardo baroco con stucchi e soffitto dipinto. È situata nel centro storico di Saltara. Deve il suo nome alla confraternita omonima, detta anche del SS. Crocefisso. Notizie della chiesa risalgono al XVI secolo, ma è nel 1764 che l’interno assume una fisionomia tardo barocca, con stucchi e un soffitto dipinto ad imitazione di quelli a cassettoni di legno intagliato. Sovrasta l’altare maggiore una grande tela raffigurante la Deposizione della Croce, dell’inizio del ‘500 e riferibile alla bottega del Perugino (Alessandro Marchi, in PIERMATTEI 2014). Ai due altari laterali si trovano un dipinto del Guerrieri raffigurante la Vergine col Bambino e S. Antonio da Padova e di autore ignoto l’Assunzione della Madonna. Il campanile è stato riedificato nel 1788. Sino a pochi anni fa il campanile era in stato precario e parte del tetto addirittura crollata. Nel corso dei restauri, terminati nel 2013, è emerso nella parete di fondo un grande affresco di fine ‘400 - inizi del ‘500 raffigurante il Giudizio universale. Giudizio Universale( Affresco di controfacciata 1482-1495 ) attribuito da A. Marchi a Stefano Folchetti di San Ginesio, riconoscendo all’affresco possibili influssi.

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Chiesa San Pietro Celestino e dipinti

Chiesa San Pietro Celestino e dipinti

Chiesa di San Pietro Celestinao sede della parrocchia di San Giovanni apostolo. La chiesa è dedicata a Pietro Murrone, monaco Calabrese proclamato papa con il nome di Celestino V, presente nelle Processioni in occasione della morte di qualcuno. La chiesa è stata, fino al 1819, sede del convento dei padri Celestini; fu poi donata alla parrocchia di San Giovanni, la cui chiesa, (poi Ospedale Morioni 1833) che era all’interno delle mura castellane, era in quei tempi in condizioni fatiscenti. I Celestini abbandonarono chiesa e convento al tempo della soppressione napoleonica. Un tempo era la sede della Confraternita dell’Addolorata, unica confraternita di Saltara composta esclusivamente da donne. La chiesa è a navata unica con due altari addossati alla parete sinistra e due alla parete destra. Navata e abside sono illuminate naturalmente da finestre con vetrate colorate poste sopra la trabeazione che corre lungo tutta la chiesa in stil neoclassico con decorazioni in stucco, voltata a botte con velette edue altari laterali per lato. La facciata baroccheggiante è scandita verticalmente da due registri di lesene ed è movimentata da volute e da cornicioni e timpani dalle linee curve o spezzate. Il campanile laterale ricostruito in stile déco si erge a sinistra, distaccato dal corpo della chiesa.

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Sala MOS - Museo dei Mosaici

Sala MOS - Museo dei Mosaici

Sala dei Mosaici di Saltara, ospita e valorizza, restituendo alla comunità un importante pessa della sua storia: i mosaici frutto di ritrovamenti in località Gambarelli a Saltara. Il 27 novembre 1927 il parroco di Saltara, cittadina in provincia di Pesaro e Urbino, segnalava la scoperta di rovine sepolte: non era chiaro di cosa si trattasse, ma le tessere di pietra sparse nei solchi dell'aratro lasciavano immaginare un edificio romano, forse prestigioso. La Soprintendenza organizzò quindi una campagna di scavo: emersero resti di stanze, corridoi e di una sala ornata da un mosaico con tritone e animali esotici, purtroppo già intaccato dai lavori agricoli. Oggi, grazie a un progetto del Comune condiviso con la Soprintendenza ABAP delle Marche, l'Università di Urbino e l'Università Politecnica delle Marche, finanziato dalla Regione Marche e supportato del Rotary Club Fano, è possibile ammirare i mosaici in un nuovo allestimento multimediale, curato dallo Studio Panni di Fano e dalla DMP di Senigallia. I mosaici - tra cui quello di una pantera e quello, splendido, di un lupo che attacca un caprone - sono visibili tutte le domeniche.

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Santuario della Madonna della Villa

Santuario della Madonna della Villa

Il "Santuario della Madonna della Villa" (1790), caratterizzato da una pianta ottagonale e da un'imponente gradinata e parapetto di Prospero Selvelli di Fano; l’interno custodiva un pregevole organo d’epoca. Ad oggi la Chiesa danneggiata è chiusa in attesa di restauro.

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Museo del Balì

Museo del Balì

Il fiore all'occhiello di Saltara si trova appena fuori dal centro: la Villa del Balì. La Villa: È un edificio maestoso con una storia incredibile. Costruita su un antico tempio dedicato a Marte, divenne residenza vescovile e poi osservatorio privato nel '500. Le sue terrazze erano usate dai nobili per scrutare le stelle secoli prima che diventasse un museo. Vietato "Non Toccare": Questa è la regola del museo. Non troverai vetrine polverose, ma decine di postazioni interattive dove puoi sperimentare la fisica, la luce e le onde sonore giocando. Il Planetario: Sotto la cupola del planetario digitale (uno dei migliori del centro Italia) potrai fare viaggi virtuali nello spazio profondo, guidato da astronomi esperti.

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Borgo di Serrungarina

Borgo di Serrungarina

Serrungarina è una frazione di Colli al Metauro, un comune con più di 12.000 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino, istituito il 1° gennaio 2017 a seguito della fusione dei comuni di Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina. Anticamente esistevano due castelli, Brisighella, andato distrutto nel XVI sec., e l’attuale Serrungarina attestata fin dal 1250; il nome deriva dall'essere stata edificata su una cresta collinare, Serra, mentre il nome Longarina dal nome personale Longarinus. Nel 1343 Serrungarina passa sotto il dominio dei Malatesta che edificano la rocca, distrutta nel 1462 dopo la loro cacciata. Il centro storico di Serrungarina conserva quasi intatto il suo circuito fortificato e gli stretti vicoli, raccolti attorno a Piazza Serafini, ornata da un tiglio secolare. Si possono ammirare la suggestiva scalinata, la cisterna malatestiana e palazzi nobiliari, come palazzo Cinti con un seicentesco portale ad arco. La Chiesa di Sant'Antonio Abate ospita diversi capolavori di arte pittorica, uno di Giovanni F. Guerrieri “La Visitazione” (1620), uno di Giuliano Persciutti dedicata al “L’Immacolata Concezione” (1560) ed un altro di Giuseppe Ceccarini da Fano “La Sacra Famiglia” (fine 1700). Adiacente alla chiesa, è stato allestito un grande Presepe meccanizzato, che nel periodo natalizio ed oltre, attira numerosi visitatori. A valle, nella frazione di Tavernelle, sono visibili i resti della Via Consolare Flaminia del 220 a.C. e di una Taverna Romana, una sorta di fattoria-albergo, luogo di produzione e lavorazione di prodotti agricoli e ristoro per i viaggiatori. Non si può parlare di Serrungarina senza ricordare il suo prodotto principe, la gustosa Pera Angelica, portata a tavola in mille modi, grappa compresa.

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Chiesa di Sant'Antonio Abate

Chiesa di Sant'Antonio Abate

La chiesa di Sant'Antonio Abate fu costruita nel 1665 al centro del castello di Serrungarina. E' l'attuale chiesa parrocchiale, più volte riedificata nel corso dei secoli. Ubicata nel cuore di Serrungarina, in piazza Serafini, la chiesa di S. Antonio Abate fu costruita nel 1665 al posto della Torre Malatestiana (la precedente chiesa si trovava fuori dalle mura), demolita nel 1866 e ricostruita nel 1870. All’interno della chiesa sono conservate due tele di notevole livello artistico: l’Immacolata Concezione del fanese Giuliano Presutti 1560 e la pala d’altare rappresentante la Visitazione, di Giovanni Francesco Guerrieri da Fossombrone 1620 circa. È l’attuale parrocchiale, più volte riedificata, nel corso dei secoli, nell’area dell’antica rocca che era stata costruita da Galeotto Malatesta nel 1348. Il vescovo Lapi nel 1610 trovò la chiesa quasi completamente demolita, compresa gran parte del tetto. Nell’omelia tenuta nell’antica pieve di San Giovanni il vescovo esortò tutti gli uomini del castello a concorrere per la costruzione della nuova fabbrica di Sant’Antonio. L’opera fu portata a termine nel 1665, utilizzando anche le rovine dell’antica rocca che aveva reso quel castello, ai confini del contado fanese, uno dei meglio fortificati. La chiesa ha struttura in muratura ed è affiancata sulla sinistra dal fabbricato che ospitava la sede dell’ex Comune di Serrungarina; il fianco destro invece è libero. La scalinata di sette gradini del sagrato conduce al portale timpanato che caratterizza la facciata in laterizi faccia a vista e tetto a capanna. Sopra la porta d’ingresso si apre un occhio vetrato compreso tra due centinate collocate ai lati a metà altezza; in alto la facciata si conclude con un frontone triangolare. Sul retro a sinistra, si erge il campanile. L’interno è a un’unica navata coperta con volta a botte a sesto ribassato. Le lunette del soffitto ospitano in totale quattro finestre con vetrate istoriate raffiguranti gli Evangelisti. Alla controfacciata sono addossate la bussola e la cantoria con parapetto ligneo specchiato. Sull’aula assembleare si affacciano due cappelle per lato, di diversa profondità, ospitanti un Crocefisso, altari lignei, statue e dipinti sacri. Sulla parete sinistra, tra prima e seconda cappella, è fissato un piccolo pulpito ligneo. Due gradini conducono al piano dell’abside che ha andamento semicircolare ed è coperta a catino; dietro la mensa d’altare, un tramezzo ligneo nasconde la porta della sacrestia. L’unitarietà interna della navata e della parte absidale è raggiunta attraverso la partitura architettonico decorativa delle lesene e della trabeazione sovrastante.

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Pera Angelica

Pera Angelica

FRUTTO ALATO scultura in pietra arenaria dedicata alla Festa della Pera Angelica. Scultura situata sul lato destro di accesso al centro storico. Realizzata dalla scalpellina di Sant'Ippolito Natalia Gasparucci nel 2004.

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Ex Lavatoio Serrungarina

Ex Lavatoio Serrungarina

La costruzione si trova in prossimità sud dell'ingresso del centro storico di Serrungarina, incastonato sotto le mura cittadine a ridosso della strada principale. Non si hanno prove documentali sulla data di realizzazione dello spazio ma sicuramente è coevo alla realizzazione delle mura urbiche. L'approvvigionamento idrico del lavatoio avveniva in maniera non continuativa data l'iniesistenza di fonti prossime al luogo: l'acqua veniva garantita a caduta da una conduttura collegata al troppoieno di una cisterna di raccolta delle acque piovane situata nella parte sommitale del centro storico. Attualmente in fase di restauro.

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Borgo di Bargni

Borgo di Bargni

Bargni è situata nella zona collinare a circa 1,5 km a ovest di Serrungraina, a 282 metri di quota. Di bragni è ignota l'origine e la stessa etimologia è incerta: probabilmanete questo abitato, come quasi tutti gli altri centri fortificati della zona, sorse poco prima dell'anno Mille, in conseguenza della continue lotte tra i feudatari per il possesso di nuove terre.

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Borgo di Pozzuolo

Borgo di Pozzuolo

Pozzuolo è ubicato in un territorio collinare a circa 3 KM a nord di Serrungarina, a325 m di quota. Il suo nome derivaforse dalla presenza di una piccola sorgente di acqua sulfurea. Nel 1283 faceva parte dei "castelli al di qua del Metauro" soggetti alla citta di Fano. Il paese conserva intatto il suo aspetto di piccolo borgo medievale raccolto vicino alla sua chiesa dedicata a S. Paterniano (XVII secolo) patrono del paese. Lungo la strada che conduce a Pozzuolo, 700 metri prima dell'abitato, si trova la Chiesa della Madonna della Pertica, con all'interno l'iimagine omonima portata in processione la seconda domenica di ottobre.

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Area Archeologica di Tavernelle

Area Archeologica di Tavernelle

Lungo la Flaminia in località di Tavernelle, località che deriva il proprio nome dalla parola latina TABERNULAE (piccole taverne), sono stati scoperti rinvenimenti archeologici nell’area dell’attuale chiesa parrocchiale dove è stato creato anche un piccolo antiquarium. Fin dall’antichità il piccolo centro ricoprì il ruolo di stazione di sosta; un posto di ristoro per uomini e cavalli in transito sul tratto della strada consolare Flaminia compreso tra Fossombrone e Fano. Tutto ciò è stato confermato da rinvenimenti archeologici nell’area dell’attuale chiesa parrocchiale dove è stato creato anche un piccolo antiquarium (alcuni ritrovamenti, tra cui una testa marmorea di Attis, sono custoditi nel Museo di Forum Sempronii – Fossombrone). Le strutture archeologiche riportate alla luce dimostrano chiaramente la presenza di una sorta di fattoria-albergo, cioè di un luogo di produzione e lavorazione di prodotti agricoli che offriva allo stesso tempo possibilità di alloggio e ristoro ai viaggiatori. Di notevole interesse è la presenza di un piccolo tempio (Sacello) dedicato ad Attis, pastore frigio amato dalla dea Cibele e divenuto suo sacerdote. Siamo lungo l’antica via Flaminia, principale arteria stradale di età romana che, attraversando l’intera Provincia di Pesaro e Urbino, collegava Roma a Rimini (Ariminum). La costruzione della strada consolare che collegasse Roma con l’Italia settentrionale, iniziò nel 220 a.C. per opera di Gaio Flaminio Nepote. Il ramo principale della Flaminia attraversava gli Appennini grazie al passo della Scheggia e seguendo la Valle del Burano giungeva a Luceolis (Cantiano), al vicus Cale (Cagli) e, dopo la galleria del Furlo – fatta scavare dall’imperatore Vespasiano – discendeva lungo la Valle del Metauro passando per Forum Sempronii (Fossombrone), la mutatio ad Octavo (presso Calcinelli in Comune di Colli al Metauro) per raggiungere Fanum Fortunae (Fano), Pisaurum (Pesaro) e poi Ariminum (Rimini).

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Cantine

Cantine

Per gli amanti del vino non può mancare una tappa alla Cantina Azienda Agricola Mariotti Cesare. Fondata nel 1930 a Sant’Antonio di Montemaggiore, nel cuore della Valle del Metauro, la Cantina Mariotti rappresenta una realtà agricola profondamente legata alla tradizione locale. L’azienda coltiva circa 11 ettari di vigneti e 3 ettari di uliveti, producendo vini DOC e IGT, grappe e oli monovarietali ottenuti dalle cultivar Leccino e Raggiola. I vini bianchi e rossi nascono da vitigni autoctoni e da una selezione accurata delle uve, con l’obiettivo di preservare l’autenticità del territorio marchigiano.

Tappa 22
Gusto

Gusto

Doverosa è una sosta per gustare le eccellenze enogastronomiche o semplicemente per un buon caffè. Le possibilità sono numerose e variano a seconda del borgo in cui ci si trova durante l’itinerario: dal Ristorante Al Mandorlo a Colli a Serrungarina, al Ristorante Valle del Metauro a Montemaggiore al Metauro, fino ad altre realtà locali pronte ad accogliere i visitatori con sapori tipici e cucina tradizionale.

Tappa 23
Shopping

Shopping

Per chi desidera portare con sé un ricordo del territorio o acquistare prodotti tipici, tra i punti vendita consigliati si segnalano l’Azienda Agricola Pozzuoli e Fiori e Piante Regini, realtà locali che offrono specialità gastronomiche e prodotti artigianali legati alla tradizione dei borghi di Colli al Metauro.

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